Val di Viù
La Valle di Viù è la più meridionale delle Valli di Lanzo ed è delimitata a nord dalla Val d'Ala ed a sud dalla bassa Valle di Susa. Utilizziamo come punto di riferimento per indicare l'inizio della valle di Viù il Ponte Barolo che si trova poche centinaia di metri prima di Borgo, l'ultima frazione di Germagnano. Il gruppo di cime che caratterizza la testata della valle è di altezza considerevole ed annovera nomi importanti a partire dal
Rocciamelone (m 3538)
per passare alla Lera (m 3355)
ed al Sulè (m 3384)
senza dimenticare la Croce Rossa (m 3566).

Fotografie della Val di ViùLo spartiacque Val di Viù - Val d'Ala è descritto nell'introduzione alla Val d'Ala mentre la catena divisoria con la Val di Susa parte dal Rocciamelone per  proseguire con il Palon (m 2965), la Grand'Uja (m 2666), la Punta Lunella (m 2772), la Punta di Grifone (m 2406), il Monte Civrari (m 2302),

per finire con il 
Monte Arpone
(m 1603) dove la cresta si biforca dividendo la Val di Viù dalle Valli Ceronda e Casternone.
Impianti di risalita si trovano al Col del Lys, Alpe Bianca-Tornetti di Viu (ora inattivi) e Usseglio-Pian Benot.
Lo sci di fondo si può praticare sul bellissimo anello della piana di Usseglio
In Val di Viù si trovano i rifugi Tazzetti al Fons d'Rumur (m 2642;  Tel. 0123/83730 CAI di Chieri) e Cibrario al Peraciaval (m 2616; Tel 0123/83737 CAI di Leinì); inoltre c'è il Rifugio S. Maria in cima al Rocciamelone (non custodito) ed il Rifugio-Albergo Vulpot al Lago di Malciussia (Tel. 0123/83771, privato). Nei pressi del Lago della Rossa si trova anche il confortevole Bivacco S. Camillo (m 2730 circa).


Viabilità
La strada che giunge da Germagnano, una volta superato il Ponte Barolo continua verso Viù e dopo aver raggiunto ed attraversato il paese, ad un successivo bivio, si va a sinistra ignorando la deviazione per i Tornetti.
Dopo un tratto in discesa si perviene a Fucine, nei pressi del borgo bel ponte ad arco in pietra, e raggiunto un altro bivio prendere a destra dove la strada riprende a salire (andando a sinistra si sale a Col S. Giovanni ed al Col del Lis).


Mantenendosi sulla strada principale si supera poi la Stura su uno stretto ponte (l'antico nome del fiume era Chiara e pochi metri a monte e ben visibile un magnifico ponticello ad arco). Arrivati sulla destra idrografica del torrente si giunge a Forno di Lemie; continuare su un rettilineo per arrivare a Villa di Lemie dove si attraversa nuovamente la Stura.

Si prosegue sempre in salita verso Lemie e, subito dopo l'abitato principale, si arriva a Chiandusseglio; attraversata velocemente la borgata va affrontato l'ennesimo tratto di salita. Si costeggia poi, lasciandola a sinistra, una piccola ma bella cappella: la Madonna degli Olmetti.
Sino a non molti anni fa la costruzione era riparata dai rami di un gigantesco olmo secolare posto appena a monte della chiesetta, ciò rendeva il luogo particolarmente suggestivo; ora, purtroppo, colpito da una malattia, l'albero è stato abbattuto.


"La storia della chiesetta è uno dei tanti esempi della semplice, e nel tempo stesso profonda, fede dei montanari: un tempo, al posto del piccolo santuario, vi era solo un pilone votivo. Un giorno del 1701, Gian Bartolomeo Bovero, pescatore di Germagnano, si raccolse in preghiera davanti al pilone rivolgendosi alla SS. Vergine per raccomandandarle i due figli lasciati a casa gravemente ammalati. Ritornato a Germagnano trovò i figli guariti e seppe che la guarigione era avvenuta quando lui era raccolto in preghiera davanti al pilone. L'avvenimento venne subito saputo da molti valligiani e negli anni successivi la devozione crebbe a tal punto che nel 1738 venne eretta una piccola cappella sul luogo dove prima c'era il famoso pilone votivo. Nel 1800 venne poi aggiunto un porticato regalandoci così la costruzione che ora si può vedere."

Superato il santuario si arriva a Salette e, dopo un tratto nuovamente in ripida salita, si giunge nell'ampio piano di Usseglio. La strada percorre interamente il pianoro e dopo una breve galleria va ignorata una deviazione che scende a sinistra per proseguire verso Margone, l'ultima borgata dell'alta Val di Viù ad essere abitata permanentemente. Attraversato il paesino la strada prosegue lungo la valle che si fa sempre più incassata; superati molti alpeggi e molti tornanti si raggiunge l'invaso di Malciussia e dopo una brevissima discesa si addiviene al piazzale del Rifugio Albergo Vulpot dove termina l'asfalto. La strada, nel tratto di ripida salita che precede Malciussia, presenta dei punti esposti quindi e necessaria una certa cautela.
Tratto dal Libro "Valli di Lanzo - 100 itinerari escursionistici" di Roberto Bergamino collana "TRACCE Trekking"