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Provincia
di Torino
Abitanti: 255
Superficie:
kmq 98,01
Altitudine:
da m 1200/1800 per le zone abitate
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Denominazione
abitanti:
Ussegliesi
Festa patronale:
Santa
Maria Assunta
Distanza da Torino:
km 61
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Frazioni
e località
Benot, Crot, Margone, Perinera, Piazzette, bellacomba,
Villaretto, Malciaussia, Quagliera, Pianetto Chiaberto
Comuni limitrofi
Balme, Lemie |
La storia di "Uxeillo"
Situato a nord-ovest di Torino, Usseglio è l'ultimo comune
della valle di Viù, la più meridionale delle tre valli di Lanzo.
Importante località climatica, il paese sorge al centro di
un ampio pianoro circondato da praterie e da boschi e bagnato dalle
acque della Stura di Viù, che qui assume il nome di Chiara.
Il toponimo, presente nella forma Uxeillo
in documenti del 1224, Uxello nel 1269,
nonché Uxellis nel 1288, viene fatto risalire
al celtico uxeilos, col significato di "alto",
"sublime", riferito appunto all'altitudine del sito in cui
si trova il paese.
L'origine
di Usseglio è antica. A testimoniare il fatto che già in epoca
imperiale romana esistevano insediamenti nella zona, sono state
ritrovate, oltre a numerose monete, due are votive, una dedicata
a Ercole Marco Vibio Marcello e l'altra a Giove.
La prima, che fu rinvenuta sopra Bellacomba, ai piedi del
colle di Arnas e che ora si trova sulla facciata dell'antica
parrocchiale, porta il nome di un membro dell'illustre famiglia
dei Vimi, Marcello; la seconda, che reca inciso il nome di
Claudio Casto, probabilmente un ussegliese che combatté
nelle legioni romane e che, ritornato al paese natio sciolse un
voto, fu ritrovata nel 1850 nei pressi dell'interno del paese e
collocata davanti alla Cappella di San Vito.
A partire dal terzo secolo Usseglio e la sua valle sottostarono
al dominio del vescovo di Torino. Dopo la conquista longobarda
(568) e la cacciata del vescovo di Torino, le valli di Lanzo
furono cedute, in seguito ad aspre lotte, al re di Borgogna Gontranno,
insieme con le valli d'Aosta e di Susa (576). Durante la
dominazione borgognona, che durò due secoli, si svilupparono stretti
rapporti tra le popolazioni dei due versanti delle Alpi: proprio
da Usseglio si poteva facilmente passare in Savoia attraverso
il passo del colle dell'Autaret.
In seguito alla discesa in Italia di Carlo Magno (773)
e alla disfatta dei longobardi, le valli di Lanzo furono riaggregate
alla contea di Torino e alla signoria del vescovo, a opera dello
stesso imperatore. Tale signoria continuò anche sotto i re carolingi
e poi sotto i marchesi di Torino, la cui ultima discendente, Adelaide,
morì nel 1091 dopo aver sposato in terze nozze Oddone
di Savoia, il fondatore della dinastia. Nel 1168 il vescovo
di Torino Carlo concedette in enfiteusi le Alpi di Usseglio al Monastero
di San Giacomo di Stura e verso la fine del secolo il vescovo Milone
di Cardano cedette allo stesso monastero la Chiesa di San Desiderio.
Nel corso del secolo XIII, mentre vari contendenti lottavano
per il possesso del castello di Lanzo, che fu conquistato dai Savoia
con alterne vicende, gli ussegliesi seppero approfittare della situazione
per rivendicare la propria autonomia: "Primi a respingere il dominio
del vescovo furono gli ussegliesi" scrive il Cibrario
"i quali dopo d'aver adoperato la forza verso il 1288, piatirono
più di due secoli sia contro al medesimo, sia contro la badia di
Stura". Nel 1309 il possesso della castellania fu pienamente
assicurato alla casa di Savoia: il vescovo cedette i suoi diritti
temporali su Lanzo. Usseglio, con Forno e Lemie, continuò
a far parte dell'antico viscontado di Baratonia, dipendendo però
dalla giurisdizione della castellania di Lanzo. Verso la metà del
Trecento i Provana di Leinì, succeduti ad alcuni dei visconti di
Baratonia, furono investiti dal vescovo di "ragioni feudali"
su Usseglio, Lemie e Margone. Contemporaneamente ebbe signoria su
Usseglio Ugonino di Savoia, che fu vicario di Torino.
Durante le lotte fra i Savoia e il ramo degli Acaia, che
culminarono nell'assedio di Balangero da parte di Amedeo
VI (1356-1357), Ugonino si schierò con gli Acaia, e in seguito a
ciò fu spogliato dei suoi feudi. Solo nel 1418, alla morte dell'ultimo
erede degli Acaia, il duca di Savoia entrò in possesso dell'antico
territorio della castellania. Da questo momento la storia di Usseglio
segue lo stesso corso di quella di Lanzo e delle sue valli.
Fra XIV e XV secolo la famiglia dei Baratonia,
nei suoi vari rami, subì una profonda crisi. Contemporaneamente
nasceva una nuova potenza locale, quella degli Arcour (o
Harcour), che seppe trarre vantaggio da questa decadenza, acquistando
via via i feudi che i Baratonia non riuscivano più a mantenere.
Ne 1439 gli Arcour, signori di Fiano e di Altessano, furono
investiti dei feudi di Forno, Lemie e Usseglio, ottenendone
poi nel 1447 anche la concessione delle miniere. Nel 1550
ancora due membri degli Arcour (Ambrogio e Tommaso) avevano giurisdizione
sul viscontado di Baratonia e sulle valli di Usseglio e di
Lemie. Nel 1586 i documenti parlano di un viscontado di Usseglio,
distinto dal feudo, di cui fu investito Giantommaso Arcour; l'ultima
investitura di questo tipo fu quella a favore di Giuseppe Antonio
Arcour, nel 1715. Altri signori del luogo furono Gianfrancesco
Coppo, investito nel 1643, Giuseppe Gerolamo Derossi,
che portò il titolo di conte d'Usseglio, e Giacomo Ottavio
Gastaldo, investito nel 1734. Alla sua morte senza discendenti
il feudo di Usseglio e di Forno di Lemie passò al demanio,
per essere acquistato nel 1742 dal medico saviglianese Giovanni
Dana.
Il personaggio più noto della storia ussegliese è il conte Luigi
Cibrario, uomo politico e storico di grande levatura, nato a
Torino nel 1802 da una famiglia originaria della zona. Nella
sua lunga carriera politica Luigi Cibrario fu nel 1848 senatore
del regno di Sardegna. Fra le altre onorificenze ottenne il
titolo di gran cancelliere dell'Ordine Mauriziano e in riconoscimento
dei servizi resi alla patria venne insignito del Collare dell'Annunziata.
L'abitato e
i dintorni
Dove
termina l'abitato, su una piazzetta cinquecentesca, sorge la vecchia
Parrocchiale di Santa Maria Vergine Assunta, d'origine romanica,
riadattata nella prima metà del Seicento. Nel rimaneggiamento la
facciata attuale, rivolta a levante, prese il posto dell'abside
antica.
Il campanile, che si ergeva a sinistra di detta abside, è romanico
e risale al secolo XI o XII: della costruzione originaria
tuttavia non rimangono che i due piani inferiori, con archetti pensili
e una cornice formata da pietre orizzontali sostenute da quattro
mensolette, mentre la parte superiore è stata interamente rifatta.
L'interno della chiesa conserva due dipinti di buona fattura raffiguranti
la Fuga in Egitto e la Pentecoste. Poco distante,
all'inizio del Novecento fu costruita la nuova Parrocchiale dell'Assunta,
in stile neobarocco. Numerose e ben conservate sono le cappelle
sparse sul territorio comunale. A Piazzette sorgono la Cappella
di San Vito e la Cappella di San Desiderio, di notevole
valore. A Villaretto sono visibili la Cappella di San
Pietro e la Cappella di Santa Maria, mentre a Crot
vi è la Cappella di San Giuseppe e a Benot la Cappella
di San Lorenzo. Tra le altre piccole chiese della zona, si ricordano
anche la Cappella di San Fedele, la Cappella di Sant'Antonio,
la Cappella di San Giovanni Battista e la Cappella di
San Michele.
Fuori
dell'abitato della frazione Crot (1290 metri), la valle si divide
in due: verso nord si apre lo stretto vallone d'Arnas, dove una
mulattiera conduce in quattro ore e mezzo di salita al rifugio
Cibrario, base di partenza per le ascensioni alla Croce Rossa
(3566 metri) e alla Punta d'Arnas (3560 metri); proseguendo
invece sulla strada principale si entra nella parte terminale della
valle, denominata vallone di Malciaussia e si raggiunge Margone
(1410 metri), graziosa località da cui si dipartono interessanti
escursioni al lago artificiale di Malciaussia e al
rifugio Tazzetti. L'ascensione più interessante che da qui
si può compiere è quella di Rocciamelone (3538 metri), dalla
cui sommità si gode uno dei panorami più belli di tutte le Alpi.
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Una
tra le innumerevoli attrazioni di Usseglio è il pattinaggio,
posto al centro del paese e rispetta le dimensioni regolamentari
per il gioco dell'hockey.
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Testi
e immagini tratti dall'opera enciclopedica
"IL PIEMONTE PAESE PER PAESE" - BONECHI EDITORE
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