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Provincia di
Torino
Abitanti: 260
Superficie:
kmq 93,39
Altitudine:
m 948/3637
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Denominazione
abitanti:
Groscavallesi
Festa patronale:
Santa Maria Maddalena
Distanza
da Torino:
km 54 |
Frazioni e località
Bonzo,
Daviso Paolo (Rif.), Ferreri Eugenio (Rif.), Forno Alpi Graie,
Rivero Michele (Biv.), Soardi Nino (Biv.)
Comuni limitrofi
Chialamberto,
Ceres, Ala di Stura, Balme
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Un
piccolo paese della Val Grande
Il Comune di Groscavallo occupa, con il suo territorio,
la parte terminale della Val Grande; è contenuto in
una pittoresca e verdeggiante conca, delimitata da cime superbe
quali l'Uja di Ciamarella, L'Uja di Gura e la Levanna Orientale.
Il toponimo è di incerta origine:
poiché i primi abitanti appartennero alla stirpe celto-ligure,
non è improbabile che il nome derivi dai vocaboli celti graus
e wald, che significano verde valle.
Le prime notizie storiche su Groscavallo si trovano in un
documento del 1330: si tratta di un atto in virtù del
quale i fratelli Amedeo e Reinardo Gonterlo ottennero in feudo
dal conte di Savoia una "casa forte in Forno di Groscavallo"
e la dodicesima parte del relativo territorio fino alla sommità
dei monti.
In
un altro atto del 1341 Groscavallo è nuovamente nominato
tra le località cedute dal Monastero di San Mauro, che vi
possedeva alpeggi, al conte di Savoia.
In passato la zona venne a più riprese colpita da violenti
nubifragi; particolarmente rovinosi furono quello che
all'inizio del Settecento distrusse due borgate e quello del
1789, che mutò addirittura la conformazione del paesaggio.
Nel 1725, per lo smembramento della castellania di
Lanzo, i feudi di Bonzo, Groscavallo e Forno furono concessi
in titolo comitale a Bernardino Valfrè, Antonio
Cavalleri e Giuseppe Dalmazio.
Nel 1927 i predetti paesi vennero riuniti in un unico comune:
Groscavallo.
Particolarmente
importante è infine il Santuario di Forno, situato
all'inizio del selvaggio e pittoresco vallone di Sea, a
1340 metri di altitudine.
Si accede all'edificio da un'imponente scalinata di 366 gradini,
che i pellegrini erano soliti salire in ginocchio, recitando
un'Ave Maria ogni scalino.
Secondo la tradizione fu una miracolosa apparizione della
Madonna avvenuta nel 1630 a convincere un certo
Pietro Garino a far erigere una cappella che, ampliata
nel 1770, fu definitivamente sistemata nel 1829.
Cenni
economici e demografici
Abbandonate ormai da anni le miniere d'oro, di ferro e d'argento
di cui era ricca l'intera valle e che un tempo costituivano
una notevole fonte di reddito per la popolazione locale, conserva
discreta importanza l'allevamento del bestiame, favorito
dagli ampi e ricchi pascoli alpini, e di conseguenza la ricca
produzione dei latticini (con particolare riguardo alla rinomata
"Toma 'd Lans").
Un
contributo essenziale alla effettiva ripresa economica
di questo comune (che più di altri ha risentito dello spopolamento
delle zone alpine) può essere offerto, oltreché dal potenziamento
delle attività tradizionali, dallo sviluppo dell'attività
turistica che, già naturalmente favorita dalla bellezza
del paesaggio, dalla vicinanza a Torino e dalle notevoli possibilità
escursionistiche, può aprire nuove e interessanti prospettive
economiche e occupazionali per la popolazione.
Groscavallo è punto di partenza per gite alla Levanna Orientale
(metri 3555),
al
Colle di Sea (metri 3100), alla Ciamarella per
la parete nord (metri 3676), al Col Girard (metri 3300).
Magnifiche passeggiate ai laghi d'Unghiasse (metri
2500), di Sagnasse (metri 2100), di Trione (metri
2160), di Croset (metri 2300).
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