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Un
centro di origine romana
Situato
nella parte nord occidentale della provincia di Torino, all’imbocco
della valle di Lanzo, Germagnano si presenta al centro
di un fertile pianoro circondato da monti.
Gli
albori di questo comune risalgono all’età romana: di qui transitava
un’arteria stradale che varcava la Stura con un ponte: frammenti
di lapidi, un capitello, vari reperti archeologici
attestano l’antichità del luogo.
Alcuni vogliono far derivare il nome
Germagnano dal termine latino Glarea magna –
vasta distesa ricoperta di ghiaia – per la sua configurazione
geografica; il toponimo in realtà ha origine dal nome gentilizio
Germanius da cui nacque un Fundus Germanianus
(verosimilmente era una mansio per i viaggiatori diretti
nella Savoia attraverso i valichi dell’Autaret e di Arnas).
Le prime notizie su questo paese si hanno nell’anno 1034
quando Rodolfo, abate di San Silvestro, stipulò
una permuta con i conti Guido e Adalberto in virtù della quale
cedette a costoro molte terre subalpine tra cui Germagnano,
ricevendone in cambio altre nel Modenese.
Una certa importanza hanno le famiglie che qui abitarono e
vi possedettero terre, primi fra tutti i Visconti di Baratonia,
nel secolo XI, che si estesero via via nelle valli
di Lanzo e a Germagnano come subfeudatari del vescovo di Torino
e dell’Abbazia di San Mauro di Pulcherada.
A loro successero i signori di Lanzo, quindi, nel decennio
1260-1270, il territorio passò a Guglielmo VII il Grande,
marchese di Monferrato.
Dopo complesse vicende, che videro alternarsi i Savoia e i
marchesi di Monferrato nella giurisdizione sul territorio,
nel 1577 il marchesato di Lanzo, che comprendeva
Germagnano, toccò a Filippo d’Este.
Nel 1725 Germagnano, ormai sabaudo, fu eretto in contado
e passò a Luigi Ignazio Faussone, governatore del forte
di Bard, e ai suoi discendenti.
Lo
stemma è il gonfalone comunale – un leone rampante
che tiene con le zampe anteriori una fiamma – ricordano il
grande incendio che nel 1622 distrusse l’abitato.
Le
chiese locali furono due, più alcune piccole cappelle; la
prima, dedicata a Santo Stefano, già citata in atti del 1289,
era stata costruita con materiali di recupero di età romana:
fu distrutta da un’alluvione della Stura. L’altra, dedicata
dapprima a San Pietro e successiva- mente, nel 1500, ai
Santi Grato e Rocco, risale al XIV secolo; fu eretta
in parrocchia nel 1765 e dotata di fondi agricoli a
cura del comune e di alcune famiglie locali.
Ogni
anno il 7 del mese di settembre si svolge la tradizionale
festa patronale di San Grato con la Messa e la benedizione
del Pane della Carità, al mattino, e la processione con il
ballo dei giovani Priori nel pomeriggio. In
tono meno sfarzoso, ma sempre nel rispetto delle tradizioni,
il 16 agosto viene celebrato San Rocco, compatrono del paese.
Nel
territorio del comune sono impiantati due stabilimenti industriali
di notevole importanza: la Cartiera di Germagnano (ex "Cartiera
Burgo") e la "Delphi" (ex "Reinshagen"), una multinazionale
che si occupa di lavorazioni meccaniche.
Le frazioni di Castagnole, Funghera e Pian Bausano sono meta
di villeggianti nel periodo estivo. Delle originarie attività
agricole non esiste quasi più traccia.
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