Germagnano
Abitanti:
1304
Superficie:
kmq 14,21
Altitudine:
m 485
Denominazione abitanti:
Germagnanesi

Festa patronale:

San Rocco e San Grato


Distanza da Torino:

km 31
Frazioni e località
Castagnole, Funghera,
Pian Bausano.


Comuni limitrofi

Pessinetto, Traves, Vallo Torinese, Fiano, Viu, Cafasse, Lanzo Torinese.

Un centro di origine romana
Situato nella parte nord occidentale della provincia di Torino, all’imbocco della valle di Lanzo, Germagnano si presenta al centro di un fertile pianoro circondato da monti.

Gli albori di questo comune risalgono all’età romana: di qui transitava un’arteria stradale che varcava la Stura con un ponte: frammenti di lapidi, un capitello, vari reperti archeologici attestano l’antichità del luogo.

Alcuni vogliono far derivare il nome Germagnano dal termine latino Glarea magna vasta distesa ricoperta di ghiaia – per la sua configurazione geografica; il toponimo in realtà ha origine dal nome gentilizio Germanius da cui nacque un Fundus Germanianus (verosimilmente era una mansio per i viaggiatori diretti nella Savoia attraverso i valichi dell’Autaret e di Arnas).
 

Le prime notizie su questo paese si hanno nell’anno 1034 quando Rodolfo, abate di San Silvestro, stipulò una permuta con i conti Guido e Adalberto in virtù della quale cedette a costoro molte terre subalpine tra cui Germagnano, ricevendone in cambio altre nel Modenese.

Una certa importanza hanno le famiglie che qui abitarono e vi possedettero terre, primi fra tutti i Visconti di Baratonia, nel secolo XI, che si estesero via via nelle valli di Lanzo e a Germagnano come subfeudatari del vescovo di Torino e dell’Abbazia di San Mauro di Pulcherada.

A loro successero i signori di Lanzo, quindi, nel decennio 1260-1270, il territorio passò a Guglielmo VII il Grande, marchese di Monferrato.

Dopo complesse vicende, che videro alternarsi i Savoia e i marchesi di Monferrato nella giurisdizione sul territorio, nel 1577 il marchesato di Lanzo, che comprendeva Germagnano, toccò a Filippo d’Este.
Nel 1725 Germagnano, ormai sabaudo, fu eretto in contado e passò a Luigi Ignazio Faussone, governatore del forte di Bard, e ai suoi discendenti.

Lo stemma è il gonfalone comunale – un leone rampante che tiene con le zampe anteriori una fiamma – ricordano il grande incendio che nel 1622 distrusse l’abitato.

Le chiese locali furono due, più alcune piccole cappelle; la prima, dedicata a Santo Stefano, già citata in atti del 1289, era stata costruita con materiali di recupero di età romana: fu distrutta da un’alluvione della Stura. L’altra, dedicata dapprima a San Pietro e successiva- mente, nel 1500, ai Santi Grato e Rocco, risale al XIV secolo; fu eretta in parrocchia nel 1765 e dotata di fondi agricoli a cura del comune e di alcune famiglie locali.

Ogni anno il 7 del mese di settembre si svolge la tradizionale festa patronale di San Grato con la Messa e la benedizione del Pane della Carità, al mattino, e la processione con il ballo dei giovani Priori nel pomeriggio. In tono meno sfarzoso, ma sempre nel rispetto delle tradizioni, il 16 agosto viene celebrato San Rocco, compatrono del paese.

Nel territorio del comune sono impiantati due stabilimenti industriali di notevole importanza: la Cartiera di Germagnano (ex "Cartiera Burgo") e la "Delphi" (ex "Reinshagen"), una multinazionale che si occupa di lavorazioni meccaniche.
Le frazioni di Castagnole, Funghera e Pian Bausano sono meta di villeggianti nel periodo estivo. Delle originarie attività agricole non esiste quasi più traccia.

Testi e immagini tratti dall'opera enciclopedica
"IL PIEMONTE PAESE PER PAESE" - BONECHI EDITORE