Provincia
di Torino
Abitanti 894
Superficie kmq 27,87
Altitudine m 704
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Denominazione
abitanti:
Ceresini
Festa patronale:
Santa
Maria Assunta
Distanza da Torino:
km 42
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Frazioni
e località
Chiampernotto, Fè, Procaria, Vana, Vernetto, Voragno,
Almesio, Arveir, Balmassa, Bracchiello, Cernesio, Cesale, Chiamorio
Comuni limitrofi
Cantoira,
Monastero di Lanzo, Pessinetto, Mezzenile, Ala di Stura, Groscavallo,
Chialamberto |
Tra
la Val Grande e la Val d'Ala
Situata
sul promontorio che divide la valle Grande di Lanzo dalla valle
di Ala di Stura, in una zona ricca di boschi di castagni, Ceres
è una graziosa stazione di villeggiatura estiva conosciuta fin
dal XIX secolo, luogo di partenza di escursioni e ascensioni
sui monti circostanti.
Due
diverse tradizioni popolari fanno derivare il toponimo Ceres l'una
dalla dea Cerere e l'altra dai ciliegi
che anticamente abbondavano nel territorio del comune. Altri lo
considerano derivato dal nome personale Cirrus, mentre
la documentazione medioevale conserva la dizione Cerex.
Le vicende storiche di Ceres sono strettamente legate a quelle di
Lanzo, che fu aggregata alla contea di Torino da Carlo Magno.
Dalle cronache del comune si apprende che nel 1318 il curato della
parrocchia si poneva sotto la protezione del conte di Savoia, pagando
per questo una libbra di cera". Nel 1724 Ceres viene data
in feudo al conte Leonardo Cotti di Scurzolengo.
Sul
luogo dell'antica parrocchiale, a nord del paese, all'inizio del
1600 ne venne edificata un'altra, ora perduta. Della chiesa
più antica rimane in piedi solo il campanile del secolo XII,
in stile gotico lombardo con due piani di bifore e cuspide conica,
mentre il coro, che fu in seguito convertito in cappella, venne
abbattuto all'inizio di questo secolo.
L'attuale Parrocchiale dell'Assunta è una
delle più belle delle valli di Lanzo: essa venne costruita fra
il 1733 e il 1754 con il concorso del municipio, delle
compagnie religiose e della popolazione che vi presto manodopera
gratuita. All'interno si può ammirare un notevole pulpito,
opera dello scultore torinese Giovanni Antonio Riva; le decorazioni
sono novecentesche.
Attiguo a questa chiesa è l'Oratorio di Santa Croce eretto nel
1755, nel cui interno si conservano la porta maggiore dell'antica
chiesa e un dipinto che rappresenta l'Assunta, del 1645.
Tutto il territorio di Ceres è disseminato
di cappelle campestri: fra queste si possono ricordare la Cappella
della Sacra Sindone, a Voragno, che conserva pregevoli
affreschi, la Cappella di Pian di Ceres e quella di Santa
Cristina, trecentesca, abbellita nel Seicento. Della Cappella
di Pian di Ceres, che secondo la tradizione fu costruita per celebrarvi
messa al tempo della peste, sono notevoli gli affreschi interni,
opera di Giovanni Oldrado Perini di Novalesa, come si legge
dall'iscrizione che porta la data del 1577. Caratteristico
è il Ponte della Vana, a schiena d'asino, eretto nel 1740.
Nel comune ha sede il Museo delle genti delle valli di Lanzo, che
espone attrezzi da lavoro e oggetti di uso quotidiano relativi alle
attività tradizionali di queste comunità montane.

Dall'inizio del 1900 gli abitanti di Ceres si sono più che dimezzati
passando da 2226 agli 894 del 1992. Le difficoltà della vita
di montagna hanno causato una forte emigrazione verso la pianura,
creando uno spopolamento che conosce solo l'interruzione delle
vacanze estive, quando la vallata si rianima con la presenza
dei turisti. In passato nei dintorni del paese i campi erano
coltivati a segale e patate, ma vi si producevano anche granturco,
canapa e avena. |

Una foto della Dea Demetra
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Testi
e immagini tratti dall'opera enciclopedica
"IL PIEMONTE PAESE PER PAESE" - BONECHI EDITORE
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