Provincia
di Torino
Abitanti 545
Superficie kmq 23,06
Altitudine m 750
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Denominazione
abitanti:
Cantoiresi
Festa patronale:
Santi
Pietro e Paolo
Distanza da Torino:
km
45
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Frazioni
e località
Lities, Foieri, Boschietto, Villa, Casa Goffo, Casa Michiardi,
Vru, Bruschi, Villa, Losa.
Comuni
Limitrofi
Chialamberto, Ceres, Monastero di Lanzo.
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Ai
piedi del Bellavarda
Situato a nord-ovesl di Torino nella vai Grande la più settentrionale
delle tre valli di Lanzo - in un paesaggio aperto e boscoso, il comune
di Cantoira è brmato da diverse frazioni dislocate nei fondovalle
ai piedi dei monte Bellavarda (metri 2345).
Gli abitanti del luogo, da sempre dediti all'agricoltura e all'allevamento,
sono andati diminuendo dal secolo scorso) e continuano a scendere di
numero, seguendo in questo la tendenza generale di tutte le Valli di
Lanzo.
Agli inizi di questo secolo essi ammontavano a più di 1500, sebbene
si fosse già avuta una forte emigrazione verso la Francia e l'America,
dove i cantoiresl si offrivano come minatori. Attualmente il comune
ha affiancato alle attività tradizionali quella turistica, essendo
diventato già da parecchi anni un centro di villeggiatura estiva.
Anticamente con il termine "cantoira" si indicava un podere
la cui rendita serviva per la celebrazione di messe anniversarie da
cantarsi in qualche chiesa della valle.
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Secondo
un'altra interpretazione il nome primitivo del luogo fu Canturia,
derìvante da centuria, in quanto i romani vi avrebbero
tenuto un piccolo distaccamento di soldati.
In epoca medioevale si ha notizia del Comune
in due documenti dell'inizio del 1300 nei quali, in occasione
di un accordo fra Amedeo V di Savoia e il Vescovo di Torino
e di una convenzione fra Aimone di Savoia e padre Valfredo,
si parla di diritti della chiesa sugli alpeggi della comunità.
A quell'epoca la riscossione dei tributi era organizzata per castellanie,
mentre l'amministrazione della giustizia era affidata ad un giudice
che risiedeva a Torino.
Politicamente Cantoira era soggetta ai signori di Lanzo, e gli
statuti emanati da Savoia nel 1351 confermano questa dipendenza.
Nel 1577 Emanuele Filiberto concesse a Filippo d'Este l'investitura
su tutta la valle di Lanzo, ivi compresa Cantoira.
Gli
Este mantennero il feudo fino al 1723 quando Vittorio Amedeo
II, dichiarando nulle tutte le precedenti investiture e concessioni
di feudi fatte a titolo gratuito, stabilì che Sigismondo II
d'Este dovesse lasciare il feudo dietro una ricompensa in denaro.
In seguito tutti i comuni della valle vennero singolarmente infeudati
a diverse famiglie e nel 1724 Cantoira, eretta a titolo di contado,
fu concessa a Carlo Emanuele Ripa dei marchesi di Ceva. Nel 1769,
alla morte del nipote di Carlo Emanuele Ripa, Carlo Vincenzo,
il contado si trasmise a sua sorella Maria, sposata al Conte
Bigliani.
I Bigliani, una delle più antiche famiglie di Nizza Monferrato,
furono gli ultimi signori di Cantoira e vennero destituiti con l'invasione
francese della valle.
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Le
testimonianze artistiche
Del passato di Cantoira rimangono alcune notevoli testimonianze. Nella
frazione Foieri, in cima ad una scalinata, si può visitare
la Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, edificata al principio
del 1700 per volere del prevosto Antonio Genta; all'interno
il soffitto è di tavole di legno, e le decorazioni sono
del 1875.
Annesso alla chiesa è l'Oratorio di Santa Croce, che è
l'antica parrocchiale risalente all'XI secolo, di cui si sono
conservati sulla facciata alcuni archetti pensili, e il campanile cinquecentesco
in stile lombardo. In località Casa Goffo sono i ruderi di un
piccolo Castello del XVI secolo, in cui pare abbia abitato un
certo Ippolito Berta, secondo la tradizione figlio illegittimo
di un principe di casa Savoia.
Fra le escursioni
possibili si segnalano quella alla Cappella di Santa Cristina,
edificata nel 1440, e quella al monte Bellavarda. |

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LA
BATTAGLIA DELLE REGINE - LE IMMAGINI
A
Cantoira, si combatte ogni anno a ottobre, la "Battaglia delle
regine" organizzata dalla "J'amis d'le reines d'le vai
ed Lans".
Le "regine" sono le più possenti fra le mucche
delle tre vallate scelte per contendersi il rosso
trofeo della vittoria o per ottenere li variopinto
collare col campanaccio, insegna degli animali combattenti.
È una festa del colore e della montagna in uno scenario
indimenticabile.
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Il
"Gruppo folcloristico di Cantoira" indossa per
l'occasione i costumi delle sagre e delle feste patronali carichi di
bianco, di rosso, di bordò, di verde, e di viola con i candidi calzettoni
assestati dalle nappe e le gonne nere impreziosite da ricami dei fiori
e dei frutti.
E'
per ballare sui prati al ritmo secolare della "correnda" e
degli altri balli campestri.
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Testi
e immagini tratti dall'opera enciclopedica
"IL PIEMONTE PAESE PER PAESE" - BONECHI EDITORE
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