Denominazione
abitanti:
Balmesi
Festa patronale:
Santissima Trinità
Distanza da Torino:
km
62
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Frazioni
e località
Chialambertetto, Città di Ciriè (Rif.), Gastaldi
Bartolomeo, (Rif.), Molette, Cornetti, Molino Bruno,
Pian della Mussa, Villaggio
Albaron
Comuni limitrofi
del Piemonte
Groscavallo, Usseglio,
Ala di Stura,
Lemie
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Un
suggestivo borgo alpino
Balme è il comune più elevato delle valli di Lanzo,
l'ultimo della valle di Ala di Stura. Sorge sulla sponda sinistra
del torrente Stura, su un rialzo circondato da boschi di lanci
che sembrano chiudere la valle.
Sul significato del nome esistono
interpretazioni diverse: alcuni pensano alla voce di origine
celtica balma che indica un monte prolungato
per più valli; altri fanno derivare il nome dalle
numerose rocce sporgenti che si trovano sul suo territorio.
La prima menzione a noi nota del borgo di Balme si trova nei
conti della castellanìa di Lanzo del XIV secolo.
Fino al XVII secolo il borgo era frazione di Ala, e solo nel
1610 venne eretto in comune autonomo. Nel 1612
il nobile Giovanni Castagneri Ljnch fece costruire
la chiesa parrocchiale, che fu consacrata l'anno seguente.
Nel 1769 monsignor Francesco Rorengo di Rorà, durante
una visita pastorale, notò il degrado della chiesa e decise
di erigerne a sue spese una nuova, che è l'attuale Parrocchiale
della Santissima Trinità.
Circondata com'è da elevate montagne
e rinomata fin dal secolo scorso per la sua aria salubre,
Balme è un centro turistico estivo ed invernale di grande
interesse, base di partenza per passeggiate ed escursioni,
ritrovo di sciatori ed alpinisti.
Come centro di sport invernali il paese offre impianti
di risalita che portano al Pakino, all'Alberon e al Prassec.
Gli alpinisti possono invece misurarsi con ascese molto impegnative
sulle vette circostanti.
Non a caso il piccolo borgo diede i natali nel secolo scorso
a note guide alpine, fra le quali il grande Antonio Castagneri
detto "Toni dei Tuffi". Le sue quarantasei prime ascensioni
sono ancor oggi ricordate, e lo collocano fra i primi della
sua epoca. Autentico personaggio dei tempi eroici dell'alpinismo,
egli scomparve nel 1890 su un ghiacciaio del Monte Bianco.
Una targa sul campanile della chiesa parrocchiale, posta dal
Club alpino italiano, e rimasta a commemorarlo; e la modesta
casa natale, rimaneggiata e ridipinta, si può ora visitare.
Il
Pian della Mussa
I
dintorni di Balme offrono prati, boschi e pascoli
di suggestiva bellezza e di rilevante interesse
naturalistico.
Fra questi non si può non ricordare il Pian della Mussa,
vasta pianura erbosa di forma oblunga a 1708 metri di altezza,
interrotta dal corso della Stura e circondata dall'arco delle
Alpi che culminano nell'Uia Bessanese (3604 metri) e nell'Uia
di Ciamarella (3637 metri).
In origine sul luogo del pianoro si trovava un ghiacciaio
che, trasformatosi in un grande lago, si colmò poi di materiali
alluvionali. I cercatori di minerali vi trovano ancora granati,
pietre che un tempo erano l'ornamento delle fanciulle nel
giorno del matrimonio.
La
strada che conduce all 'altopiano termina al Rifugio Città
di Ciriè a quota 1850 metri, punto di partenza
per numerose escursioni e passeggiate.
Una di queste conduce al Rifugio Bartolomeo Gastaldi
che si trova a 2659 metri di altezza, sul fianco sud-orientale
dell' Uia Bessanese, da dove la vista può spaziare sulla cresta
spartiacque punteggiata dalle vette. La gelida acqua del
Pian della Mussa, che sgorga in gran copia dalle pareti
dei monti circostanti l'altipiano, e nota in tutta la provincia
di Torino per la sua bontà: i torinesi amano tuttora credere
che certe zone della città siano rifornite di questa acqua.
A coloro che al contrario non vi credono, o che sono troppo
giovani per ricordare, resta tuttavia il piacere di recarsi
nelle domeniche estive al Pian della Mussa per rtfornirsi
alla fontana che è stata costruita al centro del pianoro.
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