Balme
Provincia di Torino
Abitanti: 98
Superficie:
kmq 61,47
Altitudine:
m 1432
Denominazione abitanti:
Balmesi

Festa patronale:

Santissima Trinità

Distanza da Torino:

km 62

Frazioni e località
Chialambertetto, Città di Ciriè (Rif.), Gastaldi Bartolomeo, (Rif.), Molette, Cornetti, Molino Bruno,
Pian della Mussa, Villaggio Albaron

Comuni limitrofi del Piemonte
Groscavallo, Usseglio, Ala di Stura, Lemie


Un suggestivo borgo alpino
Balme è il comune più elevato delle valli di Lanzo, l'ultimo della valle di Ala di Stura. Sorge sulla sponda sinistra del torrente Stura, su un rialzo circondato da boschi di lanci che sembrano chiudere la valle.

Sul significato del nome esistono interpretazioni diverse: alcuni pensano alla voce di origine celtica balma che indica un monte prolungato per più valli; altri fanno derivare il nome dalle numerose rocce sporgenti che si trovano sul suo territorio. La prima menzione a noi nota del borgo di Balme si trova nei conti della castellanìa di Lanzo del XIV secolo.

Fino al XVII secolo il borgo era frazione di Ala, e solo nel 1610 venne eretto in comune autonomo. Nel 1612 il nobile Giovanni Castagneri Ljnch fece costruire la chiesa parrocchiale, che fu consacrata l'anno seguente. Nel 1769 monsignor Francesco Rorengo di Rorà, durante una visita pastorale, notò il degrado della chiesa e decise di erigerne a sue spese una nuova, che è l'attuale Parrocchiale della Santissima Trinità.


Circondata com'è da elevate montagne e rinomata fin dal secolo scorso per la sua aria salubre, Balme è un centro turistico estivo ed invernale di grande interesse, base di partenza per passeggiate ed escursioni, ritrovo di sciatori ed alpinisti.

Come centro di sport invernali il paese offre impianti di risalita che portano al Pakino, all'Alberon e al Prassec. Gli alpinisti possono invece misurarsi con ascese molto impegnative sulle vette circostanti.

Non a caso il piccolo borgo diede i natali nel secolo scorso a note guide alpine, fra le quali il grande Antonio Castagneri detto "Toni dei Tuffi". Le sue quarantasei prime ascensioni sono ancor oggi ricordate, e lo collocano fra i primi della sua epoca. Autentico personaggio dei tempi eroici dell'alpinismo, egli scomparve nel 1890 su un ghiacciaio del Monte Bianco. Una targa sul campanile della chiesa parrocchiale, posta dal Club alpino italiano, e rimasta a commemorarlo; e la modesta casa natale, rimaneggiata e ridipinta, si può ora visitare.

Il Pian della Mussa
I dintorni di Balme offrono prati, boschi e pascoli di suggestiva bellezza e di rilevante interesse naturalistico.

Fra questi non si può non ricordare il Pian della Mussa, vasta pianura erbosa di forma oblunga a 1708 metri di altezza, interrotta dal corso della Stura e circondata dall'arco delle Alpi che culminano nell'Uia Bessanese (3604 metri) e nell'Uia di Ciamarella (3637 metri).
In origine sul luogo del pianoro si trovava un ghiacciaio che, trasformatosi in un grande lago, si colmò poi di materiali alluvionali. I cercatori di minerali vi trovano ancora granati, pietre che un tempo erano l'ornamento delle fanciulle nel giorno del matrimonio.

La strada che conduce all 'altopiano termina al Rifugio Città di Ciriè a quota 1850 metri, punto di partenza per numerose escursioni e passeggiate.
Una di queste conduce al Rifugio Bartolomeo Gastaldi che si trova a 2659 metri di altezza, sul fianco sud-orientale dell' Uia Bessanese, da dove la vista può spaziare sulla cresta spartiacque punteggiata dalle vette. La gelida acqua del Pian della Mussa, che sgorga in gran copia dalle pareti dei monti circostanti l'altipiano, e nota in tutta la provincia di Torino per la sua bontà: i torinesi amano tuttora credere che certe zone della città siano rifornite di questa acqua. A coloro che al contrario non vi credono, o che sono troppo giovani per ricordare, resta tuttavia il piacere di recarsi nelle domeniche estive al Pian della Mussa per rtfornirsi alla fontana che è stata costruita al centro del pianoro.

Testi e immagini tratti dall'opera enciclopedica
"IL PIEMONTE PAESE PER PAESE" - BONECHI EDITORE