Balangero
Riferimenti nella pagina: Il medioevale Matingo
Origini
Il Castello

Informazioni:
Pagina principale Meteo Numeri utili
Commercio Manifestazioni Dove Mangiare
Dove Dormire Sport Curiosità
Provincia di Torino
Abitanti 2890
Superficie kmq 12,90
Altitudine m 440

Denominazione abitanti:
Balangeresi

Festa patronale:
San Giacomo

Distanza da Torino:
km 30

Comuni limitrofi
Corio, Mathi, Cafasse, Lanzo Torinese, Coassolo Torinese.

Il Medioevale "Matingo"
Un tempo centro i importante per la sua posizione strategica all'imboccatura delle Valli di Lanzo, Balangero è situato sulla riva sinistra della Stura, all'estremo lembo occidentale del Canavese.
Il toponimo è da attribuirsi al personale Berengarius, attraverso le varianti di
Belengerium e poi Ballangerium; Agostino Della Chiesa, come riporta il Casalis, asserisce che Balangero trae la propria origine dal castello costruito da Berengario II, Marchese di Ivrea e poi re d'Italia alla Fine del X secolo.
Secondo la tesi del Gabotto, poi ripresa dagli storici locali il paese è di origine romana ed era compreso nel Municipio di Germagnano distrutto durante l'invasione longobarda.
L'origine romana sembra peraltro attestata dalle tracce di una antica necropoli e da altri reperti archeologici rinvenuti verso la fine del XIX secolo rispettivamente a sud e a est del paese. Scomparso il municipio romano, sul suo territorio - e sono sempre gli storici locali a sostenerlo - si costituì un importante nucleo di abitazioni conosciuto nel Medioevo sotto il nome barbarico di Matingo, attestato in un documento del 991 nel quale Anselmo e Ottone, capostipiti delle famiglie aleramiche di Monferrato e di Saluzzo, fondarono il Monastero di San Quintino di spigno in Monferrato e restaurano l'Abbazia di San Mauro in Pulcherada, assegnandole in dote "castellum in loco et fundo matingo"

L'abbazia vanterà per lungo tempo diritti su Balangero e sulle terre vicine, come è confermato ancora nel 1361 dai conti di Antonio Grosso, castellano di Balangero.

È ipotizzabile che all'inizio dell'XI secolo tre fossero i centri di potere intorno ai quali si organizzarono dopo le invasioni ungare e saracene le disperse popolazioni dell' antico Matingo (dal quale origineranno i comuni di Balangero, Mathi, e Lanzo): il priorato di San Mauro, il forte castello di Lanzo e il castello di Balangero, castrum Berengari, di cui si ha menzione in un documento documento del 1151.
La sua grande importanza strategica, perché caposaldo verso il canavese e nel contempo nodo di collegamento e transito dalla pianura verso le valli alpine, lo rese teatro di scontro nel corso del XIII secolo tra diverse fazioni in lotta: gli Acaia, i marchesi del Monferrato con i loro feudatari i Biandrate di San Giorgio, i Savoia.

Baldissero, che nel 1227 era feudo del vescovo di lvrea, fu successivamente dei conti di San Martino di Rivarolo e di Castelnuovo. Quando nel 1265 questi ultimi cedettero i beni di Baldissero ai figli di Alberto San Martino, Guglielmo divenne capostipite dei conti San Martino di Baldissero, che si estinsero nel secolo XVII.

Il Castello, forse costruito riadattando la fortificazione della collina, è ricordato già in documenti pubblici del 1190. Quando la popolazione si sollevò verso la fine del 1300, nei moti del cosiddetto tuchinaggio, subì gravi danni ma, a rivolta domata, venne ricostruito e ampliato.

Nel Settecento le casate dei Ripa di Meana e degli Oddone di Feletto accentuarono il carattere residenziale dell'edificio trasformandolo in villa.

Ebbe ospiti illustri: fra gli altri, nel 1825, Carlo Felice e, nel 1866, la duchessa di Genova.

Nel 1888 fu acquistato e ampliato dall 'ingegnere navale e ammiraglio Giacinto Pullino, costruttore, nel 1891, del primo sommergibile della marina italiana, il "delfino".

Va ricordato, a questo proposito, che il nome di Pullino venne dato al sottomarino comandato da Nazario Sauro.

La Parrocchiale dedicata all'Assunta e a San Martino, fu costruita nel 1815 in stile barocco su progetto dell'architetto Vittorio Alli, sui resti di un precedente edificio; la chiesa, che è a croce greca allungata, ha tre altari. Sopra il coro è l'icona di Giovanni Stornone che raffigura la Vergine e San Martino.

La Cappella della Vespiola è un oratorio posto a circa due chilometri dal paese Monumento nazionale, è una delle chiese più antiche della regione: faceva parte delle prime dieci pievanie della diocesi eporediese.

Nel 1122 era già parrocchia; nel 1360 aveva ancora giurisdizione, come pieve, i sulle chiese di Castellamnonte e della valle del Piova. Precede la costruzione, ingentilendola, un portichetto rettangolare.

Testi e immagini tratti dall'opera enciclopedica
"IL PIEMONTE PAESE PER PAESE" - BONECHI EDITORE