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Provincia
di Torino
Abitanti 524
Superficie kmq 46.09
Altitudine m 1080
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Denominazione
abitanti: Alesi
Festa patronale:
San Nicola
Distanza da Torino:
km 50
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Frazioni
e località
Cresto, Martassina, Mondrone, Pertusetto, Pian del Tetto,
Villar.
Comuni limitrofi
Ceres, Mezzenile, Lemie, Balme, Groscavallo. |
Un Comune sparso nella Val d'Ala
Piccolo centro alpino della seconda delle tre valli di Lanzo, che da
esso prende il nome (valle d'Ala), il paese è composto da diverse
frazioni, sparse soprattutto sulla sinistra del torrente Stura.
E'
un centro turistico assai frequentato, dotato di moderne strutture
per gli sport invernali. Sede del municipio e della parrocchia è
l'antica frazione di Prussello che fa parte ora del capoluogo.
Sulle origini del suo nome si sono fatte varie ipotesi: chi ritiene
che esso derivi dal celtico all (alto) e chi invece lo crede originato
dalla forma di ala distesa che presentano le cime delle vette che lo
circondano.
Probabilmente esso nasce però dalla voce dialettale piemontese
ala (tettoia coperta destinata allo svolgimento di riunioni) che riprenderebbe
il germanico halla (portico).
Le
origini di Ala sono oscure. Certo e che il borgo esisteva già
nell'alto Medioevo. Allora apparteneva al vescovo di Torino che lo aveva
concesso in enfiteusi al Monastero di San Mauro. La più antica
menzione della sua esistenza si trova però in un atto del 1267,
quando il marchese Guglielmo di Monferrato concesse le miniere della
zona a tal Barizelo di Gerola. Nel 1341 giunse ai duchi di Savoia e
nel corso dei secoli successivi fu infeudato a diverse famiglie fra
cui, in epoca moderna, i Provana di Leyni e, dal 1577, i marchesi di
Lanzo, ramo piemontese degli Este di Mlodena.
Da
questi passò nel 1724 ai marchesi Compans di Brichanteau, consignori
di Orio.
La storia di Ala non presenta pagine memorabili e segue le vicende politiche
delle valli di Lanzo. La sua notorietà risale alla meta del secolo
scorso, quando tutta la zona, grazie anche all'interesse della marchesa
Giulia Falletti di Barolo (ora beata) e dello storico e ministro Luigi
Cibrario, divenne un centro di richiamo turistico.
Dopo la costruzione, nel 1873, della rotabile che la collegava con Ceres,
la località s'impose in breve come stazione di villeggiatura
di fama internazionale. Tale attività diede grande impulso al
comune, che nel 1890 fu provvisto di servizio telegrafico, e nel primo
decennio del nuovo secolo era già dotato di illuminazione elettrica.
Tuttavia
il paese ha subìto il fenomeno dello spopolamento tipico di tutte
le vallate alpine. Alla fine del secolo Ala contava più di ottocento
abitanti, nei 1911 solo 722, nel 1993 poco più di 500.
Fra
le tante testimonianze artistiche,
che non mancano né in Prussello né nelle altre frazioni,
bisogna ricordare almeno il Ponte delle Scale, che unisce
Ala a Ce- res. Costruito in pietra a due archi gotici nel 1585, venne
ricostruito nel 1617 dopo esser stato distrutto da una piena. Demolito
una seconda volta, nel 1685, tre anni dopo venne nuovamente ricostruito,
ma questa volta ad un solo arco, ed è questa la struttura che
ancor oggi
Di
notevole interesse è poi la Casa della dogana, un'antica torre
quadrata d'epoca medioevale, alta solo 12 metri, sulla quale sono dipinte,
insieme ad alcuni fregi, le armi di casa Savoia.
Su un pilone lungo la via che conduce alla borgata Croce si trova poi
un affresco, raffigurante il Crocifisso, realizzato il secolo scorso
da Francesco Gonin. Altri più antichi affreschi sono presenti
in molte delle diverse frazioni.
Frazione di Ala è Mondrone ove si trova la celebre Gorgia. Si
tratta d'una cascata formata dalle acque dello Stura che prima cadono
per oltre 10 metri in un bacino naturale, e poi da questo, dopo aver
superato una strettissima forra, si gettano in un baratro di 65 metri.
Nelle vicinanze della frazione Martassina è il Santuario della
Grotta di Lourdes, realizzato nel 1912, e in cui si trova una bella
statua della Vergine, opera dello scultore Leonardo Bistolfi.
Gli affreschi
popolari di Ala di Stura
Una
caratteristica delle tante piccole frazioni che compongono il comune
di Aa di Stura è la presenza di affreschi, opera di artisti,
per lo più anonimi, del
XVI e XVII secolo. Fra i protagonisti di quest'arte popolare, diffusa
in tutte le valli di Lanzo, un posto di rilievo spetta a Giovanni Oldrado
Perini.
Quasi nulla si sa di lui tranne che era un monaco dell'Abbazia della
Novalesa, attivo nella seconda metà del Cinquecento.
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Testi
e immagini tratti dall'opera enciclopedica
"IL PIEMONTE PAESE PER PAESE" - BONECHI EDITORE
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